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La Nostra Storia

LORENZO
‘Correvano gli anni ‘80 e nella Milano da bere era scoppiato il boom dei meravigliosi cani nordici’, racconta Lorenzo Tilli, coordinatore sportivo e titolare dell’ incantevole Husky Village di Arnoga. ‘Io, appassionato di cani fin da piccolo, me ne innamorai subito, al punto che cominciai a documentarmi sul mondo dei cani nordici e dello sleddog, consultando testi, articoli, visionando filmati e documentari, e frequentando corsi per diventare musher. A quei tempi facevo l’odontotecnico, ma avevo già l’Alaska nel cuore.’
 

Ricordi la tua prima uscita in slitta?
‘Certo. Mi ritrovai da solo, in mezzo a boschi di abeti e larici nel cuore delle nostre Alpi, con una muta di 4 husky. Provai un senso di libertà assoluto e fu da subito un colpo di fulmine. Tutte le emozioni lette sui libri, le stavo vivendo in prima persona.’
 

Chi fu il tuo Maestro, in questa disciplina?
‘L’ americano Joe Redington Sr (Kingfisher, Oklahoma 1/2/1917; Wasilla, Alaska 12/6/1999) pioniere e padre dell’Iditarod, la più importante gara di sleddog. Di lui sapevo tutto, ma ormai non mi bastava più: presi la mia tenda e decisi di raggiungerlo in Alaska.’
 

Stavi lasciando un lavoro sicuro: cosa dissero i tuoi cari e gli amici?
‘Ovviamente si domandarono se ero impazzito, pur sapendo che amavo molto viaggiare, ma ormai avevo preso la mia decisione, niente e nessuno mi avrebbe fermato! Atterrai in Alaska, ad Anchorage, affittai una macchina e raggiunsi Knik, dove Redington Sr aveva il suo centro, e nel giro di pochi giorni entrai a far parte della grande famiglia. All’interno del kennel (allevamento) mi occupavo giornalmente dell’alimentazione, della pulizia e dell’ allenamento dei Teams (mute), un impegno importante, visto che parliamo di una struttura di 130 husky. Nonostante la fatica fisica mi regalava soddisfazioni immense.’
 

Sei stato l’ultimo, a lavorare al suo fianco.
‘Sì, sono stato il suo ultimo handler. Feci la stagione invernale e quella estiva, poi lui ci lasciò, vittima di un male incurabile.’
 

Ricordi un’emozione particolarmente forte, legata a quel periodo?
‘Un incontro. In una delle mie escursioni in slitta conobbi David, un texano reduce dal Vietnam, che aveva abbandonato tutto, per vivere in Alaska con la propria famiglia in solitudine. La città più vicina alla sua casa, era a 50 km.’
 

Dopo esperienze di questo genere, non potevi che rientrare in Italia e abbandonare il caos della città!
‘Sì, ma fu la convivenza meravigliosa con i cani, a farmi scattare la molla per aprire l’Husky Village. Lasciai l’Alaska, portandomi in Italia 6 husky (Kobuk, Ruby, Amber, Kuma, Rufus e Luna), 5 dei quali vivono ancora ad Arnoga con me. Kobuk, il capostipite e mio leader, fu un regalo che mi fece proprio Mr. Redington, prima di morire.’

Come portasti i cuccioli in Italia?
‘In aereo. Il volo fu abbastanza lungo, e ad ogni scalo chiedevo se me li lasciassero controllare. Volevo farli bere, sgranchire, dovevo coccolarli e rassicurarli. Erano i miei... bambini e senza tante attenzioni si sarebbero spaventati.’

E la scelta dei nomi?
‘Beh, sono quasi tutti nomi di villaggi indiani ed eschimesi, situati a nord dell’Alaska. In questo si cerca di mantenere una certa tradizione’.

Come hai scovato, invece, la meravigliosa località Arnoga, sede dell’Husky Village?
‘Grazie ad un suggerimento di un’amica, che conosceva il proprietario dell’albergo ‘Li Arnoga’ situato proprio di fianco al Centro. Con Adriano, nel corso di questi anni, ho stretto una bella amicizia.’

Quando hai inaugurato l’attività?
‘Nel dicembre del 2002. Rientrato dall’Alaska, dopo aver visitato moltissimi luoghi ho finalmente trovato la giusta location idonea per il clima, e per le molteplici possibilità di escursioni. Ho costruito la struttura e le slitte in perfetto stile alaskano (ma la sua è proprio quella che guidava Joe Redington Sr), allenato i cani e ...tagliato il nastro! All’inizio ero da solo, con i miei 16 cuccioloni, poi ho cominciato a selezionare le linee di sangue migliori e ad allargare la famiglia.’

Quanti ne hai oggi?
‘Quarantotto. Metà maschi, metà femmine.’

Cosa ti insegnano?
"‘L’istintività. Noi uomini ormai l’abbiamo persa.’

Come riesci a dividerti tra tutti gli Alaskan, senza creare gelosie?
‘Basta partire con le coccole dal primo e fare il giro di tutti: ne pettini uno, ne accarezzi un altro, a un altro gli parli, e così via...’

SILVIA
‘Sono cresciuta in mezzo ai cani e quello che so me lo ha insegnato mio nonno, che ne possedeva diversi, spiega Silvia Piolini, istruttore cinofilo dell’Husky Village di Arnoga. ‘Ho lavorato per molti anni nel canile dell’ENPA di Crema e questa lunga gavetta è stata impagabile’. Determinata, schietta, innamorata dei cani e della natura, Silvia alterna il suo impegnativo ruolo di mamma della piccola Alaska, lavorando con grande passione nel Centro di Arnoga.

Perché hai scelto di diventare istruttore cinofilo frequentando proprio il corso GIAC (Gruppo Interattivo Animali da Compagnia)?
‘Perché si lavora con il ‘metodo gentile’, dove sono abolite le maniere forti e i metodi coercitivi, al contrario si aiuta il cane a ‘pensare’, divertendosi insieme. Successivamente ho frequentato diversi corsi di specializzazioni in discipline sportive e problemi comportamentali.’

Da quanti anni sei operativa come istruttore?
‘Da 8, in passato avevo lavorato in altri settori, ma poi ho deciso di seguire il mio istinto. Avevo da sempre gli Alaskan nel cuore, un amore grande.

Come sei arrivata all’Husky Village di Arnoga?
‘Per caso, stavo guardando la televisione e il mio sguardo cadde su un servizio (Mela Verde su rete 4) che stavano trasmettendo proprio sull’Husky Village di Lorenzo Tilli. Andai immediatamente a visitare il sito, e decisi di iscrivermi al corso per diventare musher. Andò tutto per il meglio, al punto che non tornai più a casa. Infatti, Lorenzo è mio marito!’

Quarantotto Alaskan e nessuna preferenza?
‘Per me sono tutti uguali, anche se Ice ha vissuto per un periodo in casa a stretto contatto con me, a causa di un addestramento specifico. Tra noi c’è un’intesa particolare. A 4 mesi l’ho portato a passeggiare nel bosco, mi sono persa ed è stato proprio lui a farmi ritrovare la strada.’

Quale è stata l’ultima cucciolata che hai visto nascere?
‘Sette fratelli, nel 2007: Buck, Nome, Arctic, Page, Elim, Sitka, Glenn.’

Cosa ne pensi del rapporto bambini – cani?
‘E’ fondamentale. Mia figlia è piccola e quando li vede li chiama, cerca di avvicinarli... bisogna solo stare attenti alla manualità dei bambini. A volte per giocare diventano involontariamente maneschi.’

Tua figlia porta un nome meraviglioso, quanto originale! Come lo avete scelto?
‘Ho conosciuto Lorenzo nel novembre del 2005, e fin da subito ci ha unito l’amore per quella terra, della quale entrambi sapevamo tutto. Era giusto che nostra figlia portasse quel nome.’

E tu, come Lorenzo, sei mai stata in Alaska?
‘No, perché lavorando con gli animali non ho mai avuto tempo, ma quel viaggio è il mio sogno nel cassetto e prima o poi lo realizzerò!’